La stazione ieri e oggi

Nessuna strada carrabile, un solo sentiero nel bosco, nessuna indicazione per raggiungerla, eppure al Km 49,767 della Ferrovia Faentina si trova un piccolo regno dell’archeologia ferroviaria, un patrimonio così semplice al cospetto dell’ Alta Velocità che sfreccia pochi kilometri più a ovest, eppure continua a resistere come ultimo baluardo di un sistema complesso e laborioso che ha dato vitalità alla linea stessa in un epoca che sembra lontanissima.

Oggi rimane ben poco di un impianto nato in una posizione altamente strategica sull’intero sviluppo della linea. Si trova a 537 m.s.l.m quasi al culmine del tracciato, prima di entrare nella lunghissima Galleria degli Allocchi, valico appenninico, al cui interno la Faentina raggiunge i 577 m.s.l.m. Fino all’entrata in servizio delle motrici Diesel, presso la stazione di Fornello, i treni a vapore arrivavano da Borgo San Lorenzo spinti dalla forza di due locomotive, che superate le salite avevano bisogno di rifornimento e venivano ricaricate grazie alla torre cisterna presente davanti all’edificio della stazione dove il personale delle ferrovie era in servizio e dove il capostazione viveva insieme alla sua famiglia. Poco più a monte, fino al primo ventennio del ‘900 era in funzione la cava dalla quale proveniva molto del materiale costitutivo della linea, e dalla zona di estrazione partiva una linea Decauville di 1,5 km circa, con binari a scartamento ridotto, attrezzata con una serie di vagoncini predisposti a trasportare e scaricare la pietra, attraverso dei frantumatori, su un binario a valle in corrispondenza dell’ingresso all’area della stazione di Fornello per essere poi trasportata ovunque. Spesso una locomotiva trovava rifugio nella poco distante galleria di ricovero, adibita alla manutenzione, al parcheggio o anche alla sosta in attesa di scambio con i treni provenienti dalla direzione opposta. L’edificio della stazione, anche abitazione dei ferrovieri, è completato da un altro fabbricato adiacente che aveva tra le sue funzioni  anche quella di scuola elementare. Fornello è un microcosmo, che è stato vissuto ed è stato luogo di intenso lavoro, un punto di centralità per le case e le fattorie che erano attive nei dintorni ed è stato anche il punto di partenza o arrivo per tanti raccoglitori di castagne che durante la stagione autunnale, utilizzavano Fornello come stazione con fermata passeggeri a richiesta. Il luogo posto a mezzacosta sulle pendici del monte Gattaia sul versante della valle solcata dal torrente Muccione è raggiungibile dal paese di Gattaia percorrendo una strada che dalle case di Molinuccio risale il torrente attraverso il bosco per circa quaranta minuti di cammino, superando due impluvi e costeggiando imponenti opere di sostegno e viadotti ferroviari.

Le condizioni dei due edifici principali nel piazzale della stazione sono da valutare con attenzione,  in ottica di un eventuale possibile riutilizzo. L’edificio della stazione è stato completamente smantellato di tutti gli impianti e di tutti gli arredi subito dopo la chiusura, mentre furti e vandalismi lo hanno privato anche di molte porte e infissi, inoltre come da protocollo di sicurezza sono stati murati gli accessi, tranne la porta principale, ed è quindi visitabile al suo interno. Le condizioni strutturali, considerando la totale mancanza di manutenzione da almeno quarant’ anni, non sono pessime, ma i solai del primo piano e buona parte del tetto, parzialmente crollato in una stanza, rischiano di essere compromessi del tutto, in breve tempo, dalle pesanti infiltrazioni. Il fabbricato presenta tutte le caratteristiche costitutive tipiche delle stazioni presenti lungo la Faentina, che venivano costruite seguendo precisi standard sia estetici che spaziali. Le vecchie stanze a servizio del personale ferroviario erano al piano terra, mentre il primo piano era ad uso abitativo dalla famiglia del casellante, infine un piccolo seminterrato non finestrato veniva utilizzato come deposito.

Nel marzo 2016, grazie all’associazione Insoliti Sentieri di Firenze, Fornello è stata una meta della 9° Giornata delle Ferrovie non dimenticate. Negli ultimi anni la valle è stata riscoperta da molti appassionati di natura e archeologia ferroviaria tanto da rientrare in molti programmi escursionistici di altrettante associazioni di trekking. In virtù di tutto questo è nata l’ipotesi di un recupero dei fabbricati e dell’intera area. Recuperare la stazione di Fornello, significherebbe porre un importante presidio in un’area sempre meno popolata e a rischio di abbandono, ma anche dare la possibilità a tanti appassionati e un punto di riferimento ai turisti, per vivere e conoscere questo lembo di montagna in tutte le sue peculiarità. Anche ipotizzare la riattivazione della fermata del treno, magari con modalità su richiesta, farebbe di Fornello il fulcro, il punto di partenza o di sosta di tante escursioni, sia in bici che a piedi. Una sorta di centro visite della valle, polivalente, capace sia di ospitare chi viaggia, sia di informare sulle attrazioni che circondano la stazione, sia permettere di dare vita a tanti progetti di campi di volontariato con appassionati pronti a prestarsi alla causa di riportare alla luce un angolo identitario di territorio rimasto nell’oblio per molti anni e creare le condizioni per attrarre escursionisti e cicloturisti sempre pronti a scoprire nuovi percorsi. L’ipotesi di recupero dei due edifici della stazione è dettagliata all’interno della tesi di laurea “La valle di Fornello: proposte di treno trekking e ipotesi di valorizzazione dell’area della ex stazione lungo la ferrovia faentina” disponibile presso l’Università di Architettura di Firenze.

Nel maggio 2016, fino al 30 novembre, la stazione è stata inserita all’interno dei Censimento dei Luoghi del Cuore del FAI (Fondo Ambiente Italiano) ed è stato possibile votare online ottenendo grande visibilità, tanto che anche la redazione RAI regionale ha fatto un servizio video nell’ottobre 2016. Fornello è stata tra i luoghi più votati in Toscana, ma col contributo di tutti e il coinvolgimento dei molti appassionati, è stato possibile scalare la classifica e tentare di ottenere un piccolo finanziamento grazie alla soglia raggiunta e ampiamente superata dei 1500 voti. Appuntamento a Febbraio 2017 con la classifica finale del censimento del FAI.

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