La visita della valle di Fornello

ATTENZIONE: Passeggiare in questi luoghi ricchi di fascino può essere un’esperienza unica, ma bisogna porre la massima attenzione a tenersi a distanza di sicurezza da tutti gli impianti ferroviari! La Faentina è una tratta attiva, con molti treni in transito durante il giorno, NON disturbare i macchinisti alla guida e NON attraversare i binari per nessun motivo.

Esplorare la valle

Per visitare questa piccola valle solcata dal fiume Muccione, si può iniziare il cammino dal borgo di Gattaia (Vicchio), lasciando l’auto nella parte alta del paese e seguendo il corso del fiume si inizia la salita verso il bosco. Un bivio sulla sinistra introduce il cammino nella vegetazione, lasciando definitivamente alle spalle la strada carrabile. I primi manufatti che si incontrano sono le mura contenitive che fin dalla costruzione della ferrovia mantengono la stabilità dei binari e incanalano l’acqua dell’impluvio sotto a un pregevole e antico ponticello in mattoni. Dopo poco cammino si apre all’improvviso una delle vedute più suggestive, il viadotto di Valdicampi domina silenzioso e maestoso un segmento vallivo del bosco, tre ampie campate una delle quali adibita a camminamento. A questo punto il percorso si divide, si può proseguire la visita verso la vecchia miniera di pietra oppure raggiungere la stazione di Fornello. L’impianto estrattivo è ancora visibile in molte delle sue componenti, quali la splendida ferrovia Decauville (lunga 1 km) con i vagoncini basculanti, la centrale elettrica che alloggia al suo interno i vecchi motori a vapore e i trituratori, le torrette delle vecchie tramogge che portavano il materiale al piano sottostante per essere scaricato nei treni in percorrenza sui binari principali. Il sito della stazione è invece composto dal fabbricato principale, l’edificio di servizio adiacente e la torre cisterna dell’acqua piovana. I tender delle due locomotive a vapore che spingevano i treni sulla salita da Borgo san Lorenzo a Fornello, venivano ricaricati grazie alla cisterna e poi una locomotica procedeva nel suo percorso verso Marradi e Faenza. L’altra locomotiva veniva parcheggiata nella galleria di ricovero, ancora oggi presente alla destra della galleria principale. Dalla stazione partono una fitta rete di sentieri storici, che conducono a tutte le case sparse della montagna, antichi presidi produttivi di pregio, come il piccolo agglomerato de Le Casette o la Casa Brancobaraldi, miglior produttore di burro fino ai primi del ‘900. Il fiume Muccione lo si incontra spesso durante il cammino con la sua acqua limpida e ghiaccissima e le caratteristiche pozzette dove l’acqua forma delle cascatelle e rallenta il suo corso formando piccoli e unici habitat naturali.

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